Cenni storici e news sulle protesi oculari

Il problema che coinvolge il portatore di protesi oculare, esteticamente e spesso anche psicologicamente è stato sempre risolto a livello artigianale.

Basta pensare che solo nel secolo sorso F.A. Muller (1838-1879) apri’ un famoso laboratorio per la costruzione e l’applicazione di occhi artificiali in cristallo a Lauscha (Germania)

Nel museo annesso vi sono occhi artificiali costruiti in avorio appartenenti a mummie Egiziane di c.a. 4.000 anni fa, conchiglie di occhi artificiali costruite in argento,coppette in vetro smaltato del IV° secolo ecc.

In un’opera di oftalmologia molto ampia:

“Oftalmologia: principi e pratica” di Pejnam – Sander – Goldberg edito nel 1911, tutte le notizie sulle protesi oculari si possono riassumere in queste poche parole:

La protesi oculare è un guscio di vetro o di plastica colorata nella parte convessa anteriore in modo da corrispondere il più possibile all’aspetto dell’occhio superstite.

Per quanto riguarda gli scopi dell’applicazione essi sono elencati solo come estetici e di riempimento della cavità residua per ristabilire un aspetto sufficientemente normale.

E’ necessario pertanto riconoscere che la protesi oculare è stata sempre considerata la Cenerentola sia nel campo medico come in quello paramedico.

Solo in questi ultimi anni,con l’utilizzazione di nuovi materiali e per merito di alcuni applicatori,la protesi oculare è passata dalla fase di applicazione di tipo artigianale ad una altamente specializzata e lo studio della cavità del paziente a livello scientifico ha posto i presupposti per l’eliminazione dei difetti insiti nel vecchio sistema di costruzione e di applicazione.

La Titolare del Centro Oftalmico Genovese (Micaela Gattulli) si interessa di questo problema da oltre 25 anni con passione e voglia di utilizzare al meglio i nuovi materiali e le nuove tecniche costruttive.

Non solo con lo scopo di ottenere delle protesi oculari valide esteticamente e costruttivamente, ma anche cercando di risolvere tutte le difficoltà di portatori di tale presidio come una tollerabilità non ottimale,maggior possibilità di aumento della secrezione e minore possibilità di conservazione della cavità oculare a lungo periodo.

Questi sono alcuni aspetti che si possono presentare all’applicatore di protesi oculari che con passione e dedizione verso il suo lavoro potrà intervenire per la riduzione o la soluzione di queste ed altre problematiche inerenti ad un presidio non idoneo o costruito da un laboratorio con scarse competenze.

Le protesi oculari costruite e applicate  al Centro Oftalmico Genovese sono prodotte esclusivamente in resina acrilica (PMMA) La resina acrilica è un materiale chimicamente inerte e pertanto non è deteriorato dal liquido lacrimale.

Questa prerogativa del metacrilato si ripercuote sia nella maggiore durata della protesi sia nella maggiore tollerabilità della stessa.

Le protesi oculari di nostra produzione sono in ottemperanza alle vigenti normative CEE e alle disposizioni del Ministero della Salute rif. 46/97 allegato ottavo.

Cosi’ da garantire un elevato standard qualitativo del materiale limitando al limite minimo la possibilità di rigetto.

Negli ultimi decenni,nel campo medico è stata riconosciuta un’importanza non solo estetica,ma anche funzionale della protesi oculare,infatti essa permette al portatore di mantenere la cavità del bulbo oculare offeso aperta,migliorando la qualità di deambulazione che con una cavità chiusa nel tempo tenderebbe a variare con una non corretta convergenza,presentando in alcuni casi la occasionale perdita di equilibrio.

Esulando da quelli che potevano essere i vecchi principi del protesista e cioè quelli puramente estetici,il Centro Oftalmico Genovese lavora in continua evoluzione per fornire al paziente una protesi,confortevole e corretta per la propria cavità orbitale,mobile il più possibile in sincronia con l’occhio superstite e con un sistema esclusivamente brevettato dell’iride fotografata che ne garantisce un’estetica senza rivali.